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La legge 16/2021 della Regione Lazio : l’invecchiamento attivo

02-05-2022 12:06

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La legge 16/2021 della Regione Lazio : l’invecchiamento attivo

Invecchiamento attivo

La legge 16/2021 della Regione Lazio : l’invecchiamento attivo  

 

Invecchiamento attivo significa invecchiare in buona salute e partecipare appieno alla vita della collettività.

Una società che favorisce l’invecchiamento attivo è una società che si prende cura delle esigenze delle persone con 65 anni e più e pensa al futuro delle generazioni più giovani.

La Regione Lazio ha approvato il 20 ottobre scorso la legge sull’invecchiamento attivo (più esattamente, legge 16/2021, “Disposizioni a tutela della promozione e della valorizzazione dell’invecchiamento attivo”) e di conseguenza stiamo entrando nella fase di applicazione.

 

Per approfondimenti seguire il seguente link:  https://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=leggiregionalidettaglio&id=9425&sv=vigente

 

 

 

Ho apprezzato che nella stesura definitiva della legge ci sia stata una più incisiva sottolineatura della prospettiva di genere. Nel 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito il genere come un determinante della salute, ovvero un fattore in grado di influire e modificare la condizione di salute delle persone. Questo concetto è ormai chiaro e ben presente in campo medico, meno in quello sociale. Infatti la medicina di genere è nata proprio in seguito alle osservazioni delle diverse manifestazioni sintomatologiche della patologia cardiovascolare nelle donne e negli uomini. Le condizioni in cui si vive nella vecchiaia dipendono, infatti, in buona misura da quelle che sono state, nella precedente fase della vita, le condizioni economiche, lavorative, territoriali e sociali: le caratteristiche della crescente popolazione anziana del nostro Paese mutano in modo sostanziale in base a sesso, età, titolo di studio, area territoriale di residenza e legami sociali. Pertanto gli stessi differenti percorsi maschili e femminili che caratterizzano la vita delle persone si ritroveranno anche in vecchiaia. Se si considera il dato della maggiore speranza di vita delle donne, va anche precisato che le donne, maggiormente scrupolose nel prendersi cura di se stesse, vivono sì più a lungo, ma in peggiori condizioni di salute e, con l’avanzare dell’età, corrono maggiori rischi di trovarsi in situazione di disabilità, con problemi di mobilità e confinamento a letto. Le più difficili e precarie carriere nel lavoro rendono le donne più vulnerabili rispetto agli uomini e pertanto a maggiore rischio di povertà. Il carico di cura domestico, come nell’età adulta e secondo modelli comportamentali consolidati, grava ancora soprattutto sulle donne anziane riducendone la partecipazione alle attività sociali e di volontariato, nonostante la loro maggiore presenza in tali attività rispetto agli uomini e noi possiamo sicuramente testimoniarlo.

•           Esprimiamo soddisfazione per la costituzione del Tavolo per la terza età come modalità partecipativa dal basso e ci mettiamo da subito a disposizione.

•           Plaudiamo alla promozione di protocolli operativi tra gli enti locali territoriali, le aziende sanitarie locali, gli enti del Terzo settore e i centri anziani per la ricognizione dei bisogni assistenziali e la diagnosi precoce delle demenze. AUSER Tuscia proprio lo scorso anno ha sottoscritto un protocollo in questo senso con la ASL di Viterbo. Questa legge ci conferma quindi nel nostro proposito di fare prevenzione insieme all’agenzia più autorevole in questo campo.

•           Abbiamo gradito il riconoscimento degli enti del terzo settore quali unici realizzatori dei progetti sociali utili alla comunità. ’’

dall’intervento di Rita Squarcetti, presidente Auser Tuscia,

all’evento del 2/12/2021

 

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